OGM: emblema di un profitto irresponsabile

Ciclicamente si riapre la discussione sugli OGM (organismi geneticamente modificati) e, in generale, sulle biotecnologie. La cosa molto grave è che prodotti OGM circolino in gran parte del mondo senza che sia ancora stata provata scientificamente la loro innocuità (lesionando totalmente la sicurezza alimentare e la tutela delle biodiversità) e potenzialmente possono creare danni irreparabili all’ecosistema (per esempio uno dei rischi per l’uomo puó essere lo sviluppo di particolari allergie e intolleranze alimentari o lo sviluppo di resistenza nei confronti di alcuni antibiotici provocata dagli OGM ). In Italia è possibile importarla, in molti casi inconsapevolmente in quanto in alcuni stati gli OGM vengono usati come mangimi e i prodotti derivati da questi animali sono indirettamente “contaminati”, anche se, almeno, è proibito coltivarli. È sicuro che chi sta guadagnando dalla coltivazione di OGM oggi sono le multinazionali, soprattutto americane, e i lati positivi (ben pochi) sono tutti a loro vantaggio. Infatti si muta il patrimonio genetico in laboratorio di un ortaggio, affinchè diventi più grande e/o più resistente alle basse temperature, di piante, affinchè siano meno esposte all’attacco di insetti o batteri, o anche di un animale, per far produrre più latte a una mucca o uova più grandi a una gallina, tutti esempi che portano alla concezione di chi trae i reali vantaggi dagli OGM. Secondo i sostenitori della manipolazione degli organismi questa pratica potrebbe definitivamente risolvere il problema della fame nel mondo, ma ovviamente capiamo che è assolutamente utopistico pensare che una multinazionale, che, paradossalmente, guadagna anche di più, in linea di massima, dalla vendita di un prodotto geneticamente modificato per il trattamento diverso, possa interessarsi alla sua vendita in aree povere. La branca della scienza che studia la genetica è forse la più delicata e fondamentale per la ricerca di medicinali e vaccini con lo scopo di migliorare la vita di tutti noi, ma  non si puó metterla a disposizione del profitto di pochi, mettendo a rischio tutto il resto. Il fatto che l’uomo possa manipolare e avere il controllo sulla natura è inquietante e molto pericoloso, in quanto le forzature in meccanismi perfetti sono, spesso, respinte. L’ambiente andrebbe tutelato, non messo a rischio. Inoltre se dovesse essere attuato il TTIP, il trattato di libero scambio in corso di negoziato dal 2013, tutta l’Unione Europea rischierebbe di dover aprire, in maniera massiccia, la propria economia agli OGM e, peraltro, all’utilizzo di dannosi ormoni nella carne. In Italia le associazioni e i partiti politici contro gli OGM sono vari: da Greenpeace e WWF a Legambiente, da SEL ai Verdi e ai movimenti No Global (oltre a molti altri). Quindi, per questa lunga serie di motivazioni, l’augurio è ad un ripensamento sulla diffusione che sembra sempre più rapida degli OGM (anche se, probabilmente, siamo arrivati ad un punto di non ritorno, purtroppo) e ad essere maggiormente prudenti, in futuro, su temi delicati come questo, senza avere alcun dubbio sul migliorare anziché rischiare di creare danni.

dalla parte del progresso AA99

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