Regionali: il risultato che non deve essere sottovalutato

Oggi circa 23 milioni di italiani stanno votando per scegliere i governatori di sette regioni e i sindaci di 742 comuni. L’importanza di elezioni regionali e amministrative a livello nazionale è racchiuso nel risultato del Partito Democratico, infatti è fondamentale capire quanto sarà sceso il consenso in ogni luogo rispetto alle elezioni europee dello scorso anno (difficilmente rimasto stabile). Il premier Renzi a Bersaglio Mobile, la settimana passata, ha paragonato questa tornata elettorale alla Coppa Italia, competizione meno importante rispetto al campionato, sminuendo il peso politico che ha essere il primo partito in sole quattro regioni o in tutte e sette (molto improbabile) oppure essere in calo di qualche punto percentuale o di 10-20 punti percentuali, per la paura di un flop del partito del suo partito in almeno due/tre regioni (infatti, mettendo le mani avanti, ha parlato di una vittoria in caso di 4 a 3) e in vari comuni. Inoltre sono da non sottovalutare poichè la forza politica di un partito parte dalla capillarità sul territorio. Innanzitutto il primo dato che abbiamo è l’affluenza alle urne, che alle ore 19 era del 39%, ancora in calo rispetto alle europee (in aumento rispetto alle ultime regionali, che però si svolsero in due giorni), quindi la sfiducia nella politica cresce e, quindi, anche nel PD. Le sensazioni pre-risultati sono di un testa a testa tra PD e Centrodestra in Liguria, di una netta vittoria di Zaia, sostenuto da FI e Lega, in Veneto e di una vittoria in Campania dell’impresentabile e ineleggibile, ex sindaco di Salerno, De Luca, sul filo di lana; in tutte le altre regioni (Marche, Umbria, Puglia e Toscana) il risultato sembra sorridere al partito di Renzi. Sicuramente aver fatto salire tutti sul carro, soprattutto, se non solo, da destra (in Campania anche estrema destra) è stata un’arma a doppio taglio per il PD, mentre i brogli alle primarie in Liguria a vantaggio della candidata renziana Paita (sostenuta al tempo anche dal Nuovo Centrodestra e da altre minoranze tipicamente vicine alla destra), susseguiti dalla spaccatura della sinistra, guidata dal civatiano Pastorino, e l’impresentabilità del candidato governatore della Campania De Luca (annunciata da Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia) influenzeranno le elezioni. Va seguito anche il risultato delle liste che si sono presentate a sinistra del PD, in primis quelle di Pastorino (in Liguria), Vozza (in Campania) e Fattori (in Toscana), le quali raccolgono il malcontento creato dalle posizioni e scelte del tutto anomale alla tradizione politica rossa fatte da premier e candidati sul territorio. Sapremo subito dopo le 23 se il partito della nazione avrà ancora gli stessi consensi, altrimenti… sarà flop?

dalla parte del progresso AA99

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...