La destra e la xenofobia

L’arrivo di nuovi migranti a Roma e a Treviso, negli ultimi giorni, è risultato terreno fertile per destra e soprattutto estrema destra (CasaPound e Forza Nuova in testa) per fomentare la guerra tra poveri e sobillare gli abitanti alla xenofobia, portando a ignobili gazzarre, in cui sono state ferite forze dell’ordine, e a manifestazioni estreme di disappunto, cioè l’azione di incendiare mobili, TV e accessori trovati all’interno di abitazioni sfitte del comune veneto destinate a diciannove profughi. La xenofobia è la paura nei confronti dello straniero, di imminenti (fantasiose) invasioni e di contagio con religione e cultura altrui, e rappresenta l’esatto opposto dei concetti di empatia, solidarietà e tolleranza (l’immagine ad inizio articolo rappresenta l’altra faccia della medaglia); la politica della paura è il metodo più becero, vigliacco e semplice per accrescere consenso (la Lega Nord del nazionalpopulista Salvini senza immigrazione, moschee e campi rom sarebbe al 2%, forse): in momenti di crisi e depressione economica il capro espiatorio diventa la minoranza, il “diverso” a dir loro, facendo credere debba diventare una delle principali preoccupazioni, in questo caso gli immigrati, per lo più persone che scappano da guerre, conflitti, persecuzioni, dittature e situazioni di estremo disagio e povertà assoluta, per provare a designare un futuro migliore per sè e per la propria famiglia (dovremmo anche riflettere sui danni dell’integrazione dei mercati di tutto il mondo senza regole e diritti fondamentali comuni, a scapito dei popoli dell’emisfero australe). Far credere che l’arrivo dei migranti sia un grave problema, concentrando tutti gli interventi solo sul tema, significa nascondere ciò che danneggia, invece, realmente il nostro Paese, cioè corruzione, che pesa sulle nostre spalle per più di 60 miliardi, mafie, lobby potentissime, un’evasione fiscale da 120 miliardi (sottratti alle persone oneste), una grossa fetta di classe dirigente totalmente inefficiente, la fuga dei cervelli ecc… Davvero inconcepibile definire “invasione” la presenza di 74 mila tra profughi, rifugiati e clandestini (sbarchi aumentati solo dell’8%) temporaneamente nei centri d’accoglienza (la mancanza d’organizzazione da parte del governo nell’accoglienza è evidente, anche a causa dell’assenza di politiche sull’immigrazione comuni a livello europeo e a causa di irresponsabilità di nazioni circostanti, come la situazione di Ventimiglia, ma la soluzione può essere solo una gestione diversa ed esigere l’interessamento europeo, ma non il respingimento), così com’è un’idiozia pensare che a causa degli aiuti ai migranti calino le pensioni minime o si riducano i sussidi per i nostri connazionali, infatti se si moltiplicano i 35 euro al giorno, non dati in mano al migrante ma alle cooperative che gestiscono e spendono la gran parte dei finanziamenti nella struttura d’accoglienza, per i 74 mila immigrati e per il totale dei giorni dell’anno il risultato sarà circa 900 milioni di euro di finanziamenti annui (su un totale di più di 800 miliardi di spesa pubblica, costituita da almeno 40/50 miliardi di veri sprechi, che danneggiano tutti), cioè una goccia d’acqua nel mare di spese. Il 90% dei nuovi arrivati, peraltro, vuole raggiungere un altro paese dell’Europa del Nord e quindi sono in Italia solo di passaggio. Ovviamente queste sono solo tre considerazioni, visto che a smontare la moltiplicità di balle, speculazioni e credenze sul fenomeno occorrerebbero ore (da “ci rubano il lavoro” a “commettono più crimini rispetto gli italiani”), ma alla fine il punto chiave è questo: davanti a Mohamed che ha rischiato di non arrivare mai sulle nostre coste, che scappa da un paese in cui vige una ferrea dittatura militare e non esistono libertà, in cui non poteva avere la possibilità di pensare ad un futuro migliore, ci troviamo davanti al bivio, scegliere tra intolleranza e ripudio o empatia e umanità. Fortunatamente siamo ancora in molti a scegliere la seconda opzione, a far prevalere il buon senso e a preferire la costruzione di ponti (integrazione) e non muri. È fondamentale che tutti ci ricordassimo delle emigrazioni che hanno dovuto affrontare i nostri nonni e bisnonni per poter sperare in un futuro migliore…

dalla parte del progresso AA99

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16 thoughts on “La destra e la xenofobia

  1. Mah, guarda chi scrive crede che l’immigrazione può essere fonte di enormi vantaggi per l’Italia, oltre ovviamente al principio dell’accoglienza, ma questo mi sembra il festival dei luoghi comuni. Io non sopporto Salvini e la Lega, da meridionale non potrebbe essere altrimenti, ma dire che sono loro a sobillare la gente mi sembra azzardato. La Lega e le organizzazioni di estrema destra come Casa Pound si limitano a strumentalizzare un sentimento che è già presente tra le persone, perché in Italia siamo abituati ad essere molto ospitali ma “dopo tre giorni l’ospite puzza”. Passami il modo semplicistico per esprimere un concetto ben più ampio rispetto alla tendenza dell’essere umano a dividere i suoi spazi con ospiti non richiesti. Che siano 74000 o 740000 poco cambia, perché la proporzione non è 74000 a 60 milioni, ma 100, ovvero quelli che vengono dislocati in un centro d’accoglienza, a 1000 persone che vivono intorno a quel centro. E capirai che a quelle 1000 persone vederne 100 in un colpo solo sembra un’invasione. Inoltre il calcolo delle somme di denaro è decisamente forfettario. Se è vero che, da quello che filtra, lo Stato stanzia 35 € al giorno per migrante per un totale di quasi 1 miliardo di euro all’anno, è altrettanto vero che vi è un’intera sovrastruttura logistica da mantenere: centri d’accoglienza, straordinari alle forze dell’ordine, operazioni marittime, affitti di case ed alberghi lì dove previsto, assistenza medica, ecc ecc. A quanto arriviamo? Ad oggi non è calcolabile, di sicuro siamo oltre il miliardo di euro ma probabilmente lo doppiamo, se non triplichiamo: ed in questo computo non sono inclusi i costi sociali. In generale dico che non dobbiamo accettare i luoghi comuni: Salvini e Casa Pound sono un estremo, ma la politica delle porte girevoli non regge in questa Italia, in questo contesto storico. Bisognerebbe trovare il modo di filtrare chi davvero ha diritto allo status di rifugiato prima che questo si imbarchi su un gommone, perché una volta sbarcato in Sicilia stiamo sicuri che non potrà mai più tornare indietro.

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    1. Io credo innanzitutto che i luoghi comuni siano quelli portati avanti dagli anti-immigrazione… poi per quanto riguarda la proporzione io non mi riferivo ai fatti di Treviso, anche se comunque lì erano arrivati solo 19 migranti (il progetto ne prevedeva 100), la mia era una considerazione generale… i calcoli sugli aiuti sono sicuramente approssimativi, potrebbero anche essere 2/3 miliardi tutto compreso, ma è comunque pochissimo (e, secondo me, del tutto giustificati) rispetto ai veri sprechi e spese tagliabili; per gli immigrati in Italia spendiamo a livello di welfare (scuola, sanità ecc.) circa 12 miliardi, a fronte dell’8% di PIL (molto più di 100 miliardi di ricchezza) prodotto dagli stessi…

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    2. Io valuterei come ottima idea il permesso di soggiorno umanitario per poter lasciare andare nel Nord europa i migranti… poi sono favorevole ai corridoi umanitari europei (anche se purtroppo non c’è la volontá)per chi fugge da guerre

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  2. -È fondamentale che tutti ci ricordassimo delle emigrazioni che hanno dovuto affrontare i nostri nonni e bisnonni per poter sperare in un futuro migliore- verissimo, ma un popolo senza cultura com e il nostro è anche senza memoria

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  3. io conto di emigrare, tra l’altro.
    alla fin fine non mi ritengo un buonistadelcazzo, né penso che chi sta dall’altra parte sia per forza un cattivistadelcazzo (ce ne stanno, però, tantissimi), semplicemente – come a quanto ho capito anche l’autore del post – ritengo che l’attuale situazione sia gestita poco bene, e che molti cianciano solo per sentito dire.
    ultimamente ho anche smesso di smontare le bufale che vedo in giro, mi limito a chiedere le fonti e di solito si fermano a Catena Umana e altri siti autentici come un euro di legno. preferisco spiazzare quelli che parlano per frasi fatte rigirandogliele addosso.

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