A sinistra

La settimana scorsa l’Altra Europa con Tsipras, nata come lista per le elezioni europee dello scorso anno, è entrata in Parlamento con i senatori Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella, entrambi ex M5S e Alternativa Libera, così come in precedenza era nato Possibile, guidato da Pippo Civati, ed era stato lanciato, da parte del fuoriuscito dal PD Stefano Fassina, il movimento Futuro a sinistra. Sembrerebbe un’ulteriore frammentazione dell’area a sinistra del Partito Democratico, ma in realtà è solo l’inizio di vari percorsi paralleli per arrivare alla meta comune, cioè un nuovo soggetto unitario con una chiara identità e volontà d’intenti, come dichiarato anche da Vendola nell’ultimo, in tutti i sensi, congresso di Sinistra Ecologia e Libertà; questo soggetto, che nascerà probabilmente in autunno, si proporrà come casa comune per elettori di sinistra che non si riconoscono nelle politiche di centrodestra (dallo Sblocca Italia alla legge elettorale e dal Jobs Act alla riforma della scuola), sempre più apprezzate dall’alleato di governo Angelino Alfano, nei modi perennemente propagandistici e nell’autoritarismo di Matteo Renzi, a cui, peraltro, sta arrivando in soccorso (dopo l’instabilità dell’ultimo periodo) Denis Verdini (ovviamente, viene preferito a Fassina, Cofferati e Civati), che ha lasciato Forza Italia per formare il gruppo dei “liberalpopolari” insieme a dieci o più seguaci e per completare il Partito della Nazione, possiamo dire che la nuova Democrazia Cristiana prende sempre più forma. Il resto dell’estate servirà come periodo di insediamento dei nuovi movimenti, in particolare di Possibile con l’iniziativa referendaria (otto quesiti per l’abrogazione di alcune delle pessime riforme del Governo Renzi), sul territorio, partendo dalla mobilitazione dei neoiscritti e dall’apertura di un dibattito popolare sui temi tipicamente di sinistra. Alcuni sperano in una nuova Syriza o Podemos e nella costituzione di una sinistra radicale, mentre altri sperano nella collaborazione con i grillini, ma la prima pista, cioè la riproposizione tout court (naturalmente alcune proposte saranno simili o sovrapponibili) dei medesimi soggetti politici, difficilmente potrà essere vincente, perchè il contesto politico italiano è differente da quello spagnolo o da quello greco, in Italia servirebbe piuttosto un nuovo centrosinistra (visto che i mal di Renzi sono diffusi) di governo che riprenda alcune delle vecchie battaglie e ne metta in campo di innovative attuabili (Podemos, per esempio, propone un populismo di sinistra, che parte dal reddito di cittadinanza da 145 miliardi, mentre nel nostro Paese l’alternativa al populismo di destra è il buon senso), mentre per quanto riguarda la seconda pista dipende tutto dal Movimento 5 Stelle, che anche sul territorio difficilmente si aprirà al confronto seppur su temi comuni (ecologia, antiproibizionismo e diritti civili). I punti principali della nuova sinistra, che sarà composta anche da Verdi, Radicali, Coalizione Sociale, Rifondazione e da eventuali ed ulteriori fuoriusciti del PD (Alfredo D’Attorre il più plausibile), saranno tre: il primo sarà la partecipazione, fondamentale il coinvolgimento, la mobilitazione ed essere vicini alle idee e alle opinioni dei militanti (il programma di partenza sarà comunque molto simile a quello di Civati per le primarie PD di fine 2013); il secondo sarà puntare sui giovani, nonostante alcuni personaggi, come Vendola, Cofferati e forse Landini, avranno ruoli sicuramente importanti, la classe dirigente dovrà essere composta in gran parte da under 45, quali, per esempio, Elly Schlein, Marco Furfaro, Luca Pastorino, Nicola Fratoianni, Monica Gregori, oltre al leader che molto probabilmente sarà lo stesso Pippo Civati; il terzo sarà l’europeismo “antiausterity”, cioè spingere per un’Europa unita, solidale e democratica, ripartendo da un duro contrasto all’austerity e agli insostenibili diktat della Troika (argomento di grande attualità a causa della situazione greca). Fondamentali anche le battaglie per la legalizzazione delle droghe leggere, sempre più fattibile dopo la nuova proposta di legge firmata da 217 parlamentari, per la laicità, la tutela delle minoranze e i diritti civili, a partire dalle unioni civili, la cui approvazione continua ad essere ritardata dal Governo (lasciati chiusi nel cassetto modifica della legge 40 sulla fecondazione eterologa, eutanasia, testamento biologico e ius soli), per la lotta alle mafie e alla corruzione, per il contrasto alla precarietà e per il rilancio della spending review mirata sui veri sprechi (finora toccati solo i servizi e gli enti locali) e della revisione sulle pensioni d’oro per la riduzione delle imposte, allentando la pressione fiscali inanzitutto sulle fasce più deboli e sul lavoro (rilancio della media e piccola impresa), per il sostegno al reddito, per la manutenzione territoriale (dalle grandi alle piccole opere) e per investire in istruzione e cultura. Sono davvero troppi gli spaesati o sfiduciati a sinistra che oggi votano, magari senza troppa convinzione, il M5S o si astengono, perciò il compito sarà recuperarli, poi si potrà parlare di percentuali e potrebbero esserci sorprese positive, chissà… tutto è Possibile!

dalla parte del progresso AA99

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6 thoughts on “A sinistra

  1. Articolo interessante di sotto trame politiche poco trattate dal giornalismo. Ciò che però mi assilla è un singolo dubbio, cioè se queste nuove forze politiche nascenti, siano in grado una volta formatesi a dovere, di unirsi e creare una “buona” politica.
    Poi anche in linea teorica, sistemate le relazioni con l’Unione Europea, sono soggetti sufficientemente forti, in grado di occuparsi del tumore dell’Italia?

    Il mio timore, fomentato sopratutto solo da un forte pessimista, è che tutta questa fase politica italiana porti ad un nulla di fatto, di micro partiti che elogiandosi ed accusandosi a vicenda rendono qualunque movimento impossibile.

    Non è per difendere la situazione attuale o il Pd, o Renzi. Si tratta solo di una riflessione se sono soggetti e azioni politiche in grado di portare da qualche parte.

    Riguardo l’astensione c’è chi ha fatto paragoni con un colosso come gli Stati Uniti, che talvolta raggiunge gradi di astensionismo impressionanti.
    Sinceramente sono per il libero arbitrio di chiunque e non mi interessa un gran che degli States, ma sono d’accordo sull’importanza di recuperare e fomentare l’elettorato, per il semplice fattore che chi in politica ha i propri interessi, ha una sua cerchia di elettori a priori (come il caso di alcuni “magnanti” indagati del NCD, che da soli portano gran parte dei voti al partito) e mi piacerebbe vedere un paese più combattivo, non che lascia vivere chi vive mangiando dal piatto altrui.

    Quindi come vada a finire, l’importante a mio avviso è che almeno si riesca a recuperare l’elettorato.

    Grazie per l’articolo

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  2. Trovo l’analisi interessante, e condivisibilissima in molti punti. La sensazione che mi da, tuttavia, è quella del catalogo dell’IKEA: vedo la foto di un mobile bellissimo, lo compro, porto a casa i pezzi. Ora ho tutti gli elementi necessari per costruire quel fantastico mobile, e ho anche un libretto d’istruzioni che mi spiega come fare per montarlo. Dopo tre ore di cacciavite e martello, l’ho montato. Lo guardo. E’ storto, brutto, fragile, traballa. Com’è possibile? Avevo tutto il necessario, eppure il mio mobile non assomiglia per niente a quello del catalogo! Per me, questa è, attualmente, la sinistra italiana dei Vendola, Civati, Fassina e compagnia cantante. Un progetto bellissimo, delle ottime intenzioni, un programma accattivante. Ci coinvolgono, ci stimolano, ci danno speranza, e noi ci impegnamo. Poi passano sei mesi, il mobile si rompe e tu sei costretto (di nuovo) ad ammassare le cose sul pavimento.

    Solo i miei due centesimi, un parere personale, che non inficia il fatto che questo sia un buon articolo. Complimenti, e buon lavoro!

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