Non dimentichiamo

Oltre 17 milioni di vite spezzate tra ebrei, rom e sinti, omosessuali, slavi, oppositori politici, disabili, testimoni di geova e prigionieri di guerra. Riflettiamo e non dimentichiamo, questo e tutti gli altri atroci stermini della storia, poichè la memoria rende liberi; anche oggi abbiamo la necessità di mettere al centro un concetto basilare, cioè l’umanità, da opporre ai sempre crescenti odio e razzismo, linfa vitale di chi, in modo becero e vigliacco, lotta contro i più deboli e rende, tuttora, capro espiatorio le minoranze.

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dalla parte del progresso AA99

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La legge Cirinnà s’ha da fare, senza nuovi passi indietro

Il 26 Gennaio, finalmente, dopo troppi rinvii, si discuterà in Senato il ddl Cirinnà, il quale prevederebbe il riconoscimento delle unioni civili tra coppie etero non sposate e tra quelle dello stesso sesso e la stepchild adoption (nell’art.5), cioè la possibilità per il genitore non biologico di adottare il figlio, naturale o adottivo, del partner.

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La proposta di legge, già evidentemente limitata se paragonata alla legislazione in merito adottata dai paesi più propensi al progresso sociale, rischia di essere frutto di un ulteriore compromesso al ribasso, a causa dei mal di pancia all’interno del Partito Democratico stesso, in particolare nell’ala più legata alla tradizione cattolica, e degli alleati di Governo UDC e NCD (cos’altro pretendere quando troviamo Giovanardi e Formigoni tra i primi esponenti, nemici per eccellenza dei diritti civili?), con Alfano che vorrebbe rimanere al Medioevo e minaccia la promozione di un referendum abrogativo qualora passasse (e lo si spera) la stepchild adoption. Gli ultimi sondaggi ci dicono che circa il 67% degli italiani si dichiara favorevole al riconoscimento delle unioni civili e oltre il 50% anche al matrimonio egualitario, ma, nonostante l’apertura da parte della cittadinanza, il primo punto è stato considerato dalla politica italiana di scarsa importanza e chiuso in un cassetto per anni, mentre sul secondo non si accenna nemmeno la minima discussione, quando, invece, anche in altri stati, Irlanda in primis, di tradizione fortemente cattolica, la politica si è aperta, su spinta popolare, a provvedimenti coraggiosi e nella direzione di una società maggiormente liberale. L’Italia è, indubbiamente, uno dei paesi occidentali più arretrati nel campo dei diritti civili (così come non esiste ancora una legislazione sulle unioni civili, non si sono fatti passi in avanti sul testamento biologico, sull’eutanasia e decisi sul superamento della legge 40 al fine di regolamentare la fecondazione eterologa), infatti si ritrova tra i 9 paesi europei su 28 senza alcun riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali (peraltro sono scarse le tutele anche per le coppie etero non sposate), per questo a Luglio è arrivata la condanna da Strasburgo, subito dopo la svolta, in quest’ambito, avvenuta negli Stati Uniti, in cui sono stati legalizzati i matrimoni gay in tutti gli stati, inoltre non possiamo stupirci se nella classifica pubblicata dall’Ilga del 2015 su 49 paesi l’Italia si posiziona al 34º posto e risulta, solamente, al 22% come rispetto dei diritti umani delle persone lgbt. Insieme a quello sull’estensione del diritto alla reversibilità della pensione il punto che fa più discutere rimane, appunto, la stepchild adoption, prevista da 7 paesi nel mondo (mentre 21 hanno adottato le adozioni gay non necessariamente del figlio biologico del partner), contro questa si schiera anche una piccola fetta del M5S (Sinistra Ecologia e Libertà unico ad essere in maniera compatta favorevole) che ritene la sua istituzione non imprescindibile, come dovrebbe, senza dubbi, risultare poichè il 20,5% delle lesbiche e il 17,7% dei gay oltre i 40 anni ha almeno un figlio, cioè più di 100 mila bambini; fin da subito la Conferenza Episcopale, ovviamente, si è dichiarata totalmente contraria alla stepchild, considerata inammissibile, contro la famiglia tradizionale e un’apertura totale alla maternità surrogata, o utero in affitto, anche se, in realtà, non sono presenti tracce d’incentivazione all’interno del testo del ddl promosso dalla senatrice dem Monica Cirinnà (una soluzione per eliminare questa paura potrebbe essere aumentare le pene per chi ricorre alla maternità surrogata o inserire più paletti per poter ricorrere alla stepchild), in ugual modo sono estremamente critici nei confronti di tutta la proposta altri comitati e movimenti di stampo cattolico, che stanno organizzando nuovi Family Day di protesta, chiaro esempio di non comprensione del concetto di libertà altrui. Dopo divorzio breve e ius soli anche la legge sulle unioni civili, nonostante i limiti che presenta, s’ha da fare, senza ulteriori passi indietro, e dopo queste riaprire gli altri discorsi importanti legati alle libertà individuali, all’uguaglianza e alla parità di genere (non di minore importante anche il discorso legalizzazione delle droghe leggere), non riproponendo più la fastidiosa scusa della “non priorità”.

dalla parte del progresso AA99

Buon 2016!

Il momento dei buoni propositi, di speranza, desiderio di voltare pagina o di miglioramento dopo aver fatto il resoconto dell’anno precedente, tutto questo crea quel clima particolarmente intenso che respiriamo il primo giorno dell’anno.

Il blog progressista liberodifareilfuturo, aperto a Maggio scorso, chiude il 2015 con risultati estremamente soddisfacenti, grazie a coloro che hanno condiviso, commentato, messo un like o soltanto dato un’occhiata. I numeri di seguito:

  • numero di follower: 155
  • numero di visite: 5898
  • numero di visitatori: 2814
  • numero di “mi piace”: 493
  • numero di commenti: 300
  • numero di nazioni diverse da cui è stato visualizzato il blog: 37
  • numero di articoli scritti: 67
  • numero di “mi piace” sulla pagina facebook il blog progressista- liberodifareilfuturo (aperta ad Agosto): 384

Auguro a tutti i miei lettori, dal primo all’ultimo, un 2016 ricco di gioia e soddisfazioni, e speriamo, davvero, possa rivelarsi un anno positivo sul piano politico e, soprattutto, di pace!

Un abbraccio, dalla parte del progresso AA99