Dalla tassazione sul gioco d’azzardo fino a 15 miliardi

All’inizio degli anni duemila gli incassi dell’Erario dalla tassazione sul gioco d’azzardo erano 4 miliardi, su 14,5 miliardi degli affari totali, perchè l’aliquota era al 27,5%. Oggi su 76 miliardi totali fatturati dal gioco d’azzardo sono tassati solo il 10,5%, cioè circa 8 miliardi. Inoltre il business del gioco d’azzardo illegale è stimato tra i 10 e i 20 miliardi. In questo periodo di grave depressione economica (in particolare nel 2013) viene anche condonata una maxi evasione di dieci gestori, da 2,5 miliardi di multa (anche se sarebbe potuta essere di molte decine di miliardi maggiore) a circa 600 milioni di euro; questo è sinonimo di una potentissima lobby. Invece di tagliare gli enti locali o valutare l’attuazione delle clausole di salvaguardia, aumento di IVA e accisa sul carburante, che farebbero sprofondare ancora di più l’economia italiana, basterebbe riportare la tassazione sul gioco d’azzardo dal 10,5% al 27,5% per incrementare l’incasso dell’Erario di 13 miliardi di euro (da 8 miliardi a 21 miliardi). Si potrebbero recuperare altri 1,5/ 2 miliardi colpendo, in particolare, i gestori che hanno evaso e si dovrebbe aumentare la centralizzazione dello stato nella riscossione degli incassi da slot machine. Questa è una delle voci da cui poter recuperare miliardi nel breve periodo, oltre alla lotta all’evasione fiscale, alla corruzione ecc. Quindi vi lascio ponendovi un interrogativo : “a Renzi fanno schifo 15 miliardi o i signori del gioco d’azzardo sono davvero intoccabili?”

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