Una green new deal per la ripresa

imageNon è un’utopia, la green new deal è possibile, segue una precisa logica e sarebbe una grande spinta verso la ripresa. La creazione diretta da parte dello stato di 500 mila posti di lavoro, infatti, costerebbe 13-14 miliardi di euro al massimo (che potrebbero essere reperiti tramite il taglio delle spese militari inutili, degli sprechi nell’acquisto di beni da parte della PA, dal maggiore contrasto a evasione e corruzione, dalla soppressione di enti inutili e dei costi della politica) ma a breve sarebbero recuperati, considerando la riduzione della disoccupazione e la possibile ripresa dei consumi (probabile, considerando i 500 mila stipendi in più). I posti di lavoro sarebbero legati alla manutenzione delle infrastrutture, dei monumenti e legati all’ambiente e alla raccolta differenziata. Quindi si prendono due piccioni con una fava: meno disoccupazione e contrasto al degrado. Secondo l’economista del secolo scorso Keynes  e secondo la logica, quando la domanda scarseggia aumenta la disoccupazione e uno dei pochi possibili modi per contrastarla,  in momenti di crisi, è questa soluzione.

dalla parte del progresso AA99