Rifiuti zero: si puó fare

La cultura ecologista, purtroppo, in Italia, stenta a decollare (anche se al 28 agosto 2014, l’iniziativa “rifiuti zero” ha raccolto ben 86.794 firme) e a fare proposte concrete nella direzione del riutilizzo totale dei rifiuti sono veramente pochi partiti. Il progetto rifiuti zero si puó realizzare e risolverebbe vari problemi, per esempio porterebbe alla chiusura di discariche e di inceneritori, che oltre essere inquinanti, dannosi per la salute, costano più di mezzo miliardo allo Stato. La prima cosa da fare è rendere obbligatoria la raccolta differenziata, oppure esentare dal pagamento della TARI (tassa sui rifiuti) o dare altri tipi di incentivi economici a chi la esegue (il cittadino riceverebbe un credito ogni volta che viene certificata). Questo sarebbe possibile solo se si estendesse a tutti i comuni la raccolta differenziata porta a porta (si potrebbero creare almeno 35 mila nuovi posti di lavoro). A questo punto bisognerebbe attuare politiche capillari che incentivino la progettazione e il consumo di prodotti riutilizzabili (incentivazione del vuoto a rendere, come accade nei paesi scandinavi, per esempio) e dovrebbero essere creati più strutture dedicate al recupero e riuso. Il costo per lo smaltimento dei rifiuti, i danni ambientali e l’emergenza rifiuti si potrebbero risolvere grazie ad un piano ambizioso ma realizzabile. Ai vari movimenti popolari che sostengono e promuovono questo progetto a lungo termine si dovrebbero unire i partiti nazionali, per un futuro sostenibile e un ambiente libero dall’inquinamento.

dalla parte del progresso AA99

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